venerdì, Ottobre 9, 2026
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Consegnato al Senato il primo Passaporto Digitale del Made in Italy: il Gruppo CRAI apripista dell’identità tracciata

Roma, Sala Zuccari – Senato della Repubblica. In un contesto di altissimo profilo istituzionale e imprenditoriale, si è svolto l’evento “ID Made in Italy: Identità, Innovazione e Difesa”, promosso da ITDIFESA in collaborazione con le Istituzioni e Asso Made in Italy.

Un appuntamento carico di significato, ospitato nella prestigiosa cornice della Sala Zuccari del Senato della Repubblica, che ha riunito rappresentanti del Governo, delle Forze Armate, dell’imprenditoria e della cultura italiana per affrontare un tema strategico: la difesa del Made in Italy come asset economico, culturale e valoriale.

In occasione dell’evento, è stato consegnato ufficialmente il primo Passaporto Digitale del Made in Italy al Gruppo CRAI, storica insegna della distribuzione alimentare con oltre cinquant’anni di attività, da sempre punto di riferimento per il commercio di prossimità e per la valorizzazione delle filiere agroalimentari locali.

“Con grande orgoglio – ha dichiarato Giangiacomo Ibba, Presidente di CRAI – sono qui a ricevere oggi in Senato il Passaporto Digitale del Made in Italy. Un riconoscimento importante in un luogo simbolo delle istituzioni, che premia il nostro impegno per un’economia attenta alla legalità e per la valorizzazione della filiera agroalimentare italiana. Siamo gli unici del nostro settore a ricevere questo attestato: una dimostrazione concreta del percorso fatto da CRAI e di quanto crediamo nel legame con i territori. Come insegna di prossimità, continueremo a dare ai nostri clienti la massima trasparenza sull’origine e la qualità dei prodotti, perché per noi è fondamentale un rapporto di fiducia e responsabilità con le comunità locali e i produttori italiani.”

CRAI è stata, infatti, la prima insegna della distribuzione organizzata a firmare un Patto di Legalità con il Ministero dell’Interno, a conferma di un impegno costante nella difesa delle filiere e nella promozione di un’economia fondata su legalità, trasparenza e tracciabilità.

Il convegno ha rappresentato un vero tavolo operativo sul futuro del Made in Italy, dove l’identità nazionale incontra l’innovazione tecnologica e la necessità di strumenti digitali avanzati per garantire autenticità, qualità e competitività globale.

È stato conferito anche il prestigioso riconoscimento de “L’Italia del Merito” al Ministro Adolfo Urso, per l’impegno tangibile nel rafforzare l’identità produttiva e culturale del Paese, grazie a riforme e iniziative concrete come le Case del Made in Italy, illustrate nel corso dell’evento dall’Avv. Davide Amorosi, Vice Capo di Gabinetto Vicario del MIMIT.

Un altro riconoscimento è stato anche conferito al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e al Comando Generale della Guardia di Finanza, per l’incessante attività di contrasto alla contraffazione e di tutela dell’eccellenza produttiva e culturale italiana.

Durante l’evento hanno fatto pervenire i propri saluti e contributi scritti il Giudice Philippe Couvreur della Corte di Giustizia Internazionale, il Premio Nobel Riccardo Valentini e Sua Altezza Reale il Principe di Borbone. Presenti tra gli altri: Il Senatore Maurizio Gasparri, che ha sottolineato l’importanza del potere legislativo nel supportare le imprese italiane, Il Presidente della Camera di Commercio di Dubai, La Fondazione Rita Levi Montalcini, il personaggio pubblico Marco Camisani Calzolari.  Alti rappresentanti delle Forze Armate, delle Istituzioni e del mondo produttivo nazionale.

Il Passaporto Digitale del Made in Italy rappresenta oggi una pietra miliare nel processo di tutela, valorizzazione e internazionalizzazione delle eccellenze italiane. Un certificato digitale in grado di garantire origine, tracciabilità, autenticità e sostenibilità dei prodotti lungo tutta la filiera.

Come ribadito da molti interventi, difendere il Made in Italy non è solo una questione economica: è una scelta di campo, identitaria e strategica. Significa proteggere un modello produttivo, culturale e sociale che ci rappresenta nel mondo e che, oggi più che mai, ha bisogno di nuove forme di tutela digitale, legale e comunitaria.

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