venerdì, Ottobre 9, 2026
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Ente Editoriale Esercito: Il coraggio di prevenire: istituzioni, medicina e testimonianze a confronto

La prevenzione non è soltanto una scelta sanitaria. È un atto di responsabilità verso sé stessi, verso le proprie famiglie e verso la società. È questo il messaggio emerso con forza dalla conferenza “Il coraggio di prevenire. Esperti a confronto su un’esperienza condivisa”, organizzata dall’Ente Editoriale per l’Esercito e ospitata presso la Sala Convegni Ufficiali del Circolo Pio IX di Roma.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo medico, militare e istituzionale in un confronto aperto sul valore della diagnosi precoce, della ricerca scientifica e della diffusione della cultura della prevenzione.

Ad aprire i lavori è stato il saluto istituzionale del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, che ha sottolineato come iniziative di questo genere rappresentino un’importante occasione di incontro tra le Forze Armate e la società civile su temi di grande rilevanza umana e sociale.Il Generale Cuoci ha inoltre sottolineato come la memoria storica, la diffusione della cultura e la valorizzazione delle testimonianze rappresentino strumenti essenziali per rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini, contribuendo a far conoscere il ruolo svolto dall’Esercito nei momenti più significativi della storia nazionale e nelle attività quotidiane a servizio della collettività

Durante l’incontro è intervenuto anche il  Generale di Corpo d’Armata Antonio Vittiglio, Presidente del CdA  dell’Ente Editoriale per l’Esercito, che ha lanciato un messaggio di grande impatto umano e sociale.

“Il vero coraggio non è affrontare la malattia quando arriva. Il vero coraggio è prevenirla. Significa vincere la paura di sapere, superare il timore di un esame diagnostico e scegliere la consapevolezza. Ogni screening può rappresentare una possibilità di vita, una speranza in più, un futuro restituito a una famiglia. La prevenzione non riguarda soltanto il singolo individuo: è un investimento collettivo che rafforza la società e tutela il bene più prezioso che possediamo, la salute. Per questo la nostra Fondazione intende sostenere sempre più concretamente la ricerca scientifica e promuovere iniziative capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere risorse da destinare allo studio e alla cura delle patologie oncologiche.”

Particolarmente toccante la testimonianza del Tenente Colonnello Giulia Cornacchione, della Scuola Sottufficiali dell’Esercito e Ufficiale Addetto alla Pubblica Informazione, che ha condiviso con il pubblico il proprio percorso personale nella lotta contro il cancro.

Una testimonianza autentica e intensa che ha trasformato il tema della prevenzione in una storia concreta di resilienza, determinazione e rinascita. Un racconto capace di ricordare come dietro ogni diagnosi vi sia una persona, una famiglia e una battaglia che può essere affrontata con maggiore forza quando la prevenzione arriva in tempo.

A offrire il contributo scientifico sono stati il Professor Oreste Claudio Buonomo, Direttore della Breast Unit del Policlinico Tor Vergata, e il Colonnello Romolo Piccirillo, Direttore del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma, che hanno approfondito il ruolo fondamentale della diagnosi precoce e dell’informazione sanitaria nella tutela della salute pubblica.

Il confronto ha evidenziato come la collaborazione tra istituzioni civili, sanità e Forze Armate possa rappresentare un modello virtuoso nella diffusione di una cultura della prevenzione sempre più capillare ed efficace. A seguire si è svolta la presentazione del volume “La lunga notte della Caserma Goi-Pantanali. Storie di uomini, macerie e rinascita”, dedicato al terremoto del Friuli del 1976, una delle più drammatiche calamità che hanno colpito il nostro Paese nel secondo dopoguerra. Il libro ripercorre il dramma vissuto dalla popolazione e l’immediato intervento dell’Esercito Italiano, raccontando storie di sacrificio, solidarietà e servizio che ancora oggi rappresentano una straordinaria lezione di umanità e senso dello Stato. Nel corso della presentazione, il Generale di Brigata Matteo Paesano, Direttore Editoriale  della Fondazione, ha illustrato la missione culturale della Fondazione.

“Le Forze Armate custodiscono un patrimonio immenso fatto di valori, memoria, sacrificio e servizio alla Nazione. La Fondazione nasce con l’obiettivo di preservare e diffondere questo patrimonio attraverso libri, studi, eventi e iniziative culturali capaci di raggiungere soprattutto le nuove generazioni. Raccontare queste storie significa costruire consapevolezza civica, trasmettere esempi positivi e ricordare che dietro ogni uniforme vi sono donne e uomini che hanno scelto di mettere il bene comune al di sopra dell’interesse personale. La cultura è uno strumento di coesione nazionale e la memoria rappresenta una responsabilità verso il futuro.”

Alla presentazione a cui hanno partecipato autorità civili e militari, sono intervenuti inoltre la Dottoressa Flavia Virilli, coautrice del volume, e il Colonnello Michele Tomasetti, coautore.

L’evento si inserisce nel più ampio impegno dell’Ente Editoriale per l’Esercito e della Fondazione EEE nel promuovere occasioni di approfondimento sui grandi temi della salute, della memoria e dei valori istituzionali, contribuendo a rafforzare il legame tra Forze Armate e società civile attraverso la cultura, la conoscenza e la testimonianza diretta.

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