Economia

Mercati rionali zona rossa: i non alimentari chiedono equiparazione negozi al dettaglio

Di redazione. In fermento da giorni i proprietari dei banchi non alimentari dei mercati rionali dei comuni nelle Regioni all’interno dei territori considerati zona rossa, a seguito dell’ultimo Dpcm non si placano le polemiche su quello che ai lavoratori pare essere un provvedimento discriminante nei loro confronti rispetto a quanti vendono i medesimi prodotti nei negozi ‘al dettaglio’ , e che resta per giunta al momento condizionato dalla libera interpretazione dei vari comuni. Già perché se da un lato il Dpcm cita in modo esplicito la possibilità ai soli banchi alimentari di montare: “Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, anche i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari” dall’altro alcune attività merceologiche, del commercio al dettaglio, vengono ‘graziate’ da questo lockdown parziale. Ragione per cui tutte le attività contenute nell’allegato 23 del DPCM possono continuare a lavorare, tra questi si leggono:

Ecco le attività commerciali che restano aperte (l’elenco è contenuto nell’allegato 23 del Dpcm) :

  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici;
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici Ateco: 47.2), inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione;
    • Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice Ateco: 47.4);
    • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati;
    • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
    • Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio;
    • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati;
    • Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati;
    • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici;
    • Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio;
    • Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati;
    • Commercio al dettaglio di biancheria personale;
    • Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati;
    • Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
    • Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica);
      • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
      • Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati;
      • Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti;
      • Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;
      • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia;
      • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento;
      • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini;
      • Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali;
      • Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati;
      • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono;
      • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.

      I proprietari dei mercati rionali mal digeriscono quella che ritengono l’ennesima ingiustizia nei confronti di una categoria,quella degli ambulanti, che sono già stati duramente colpiti dal precedente lockdown di marzo e che avevano appena iniziato a riprendersi.

      Per loro questa eventuale chiusura forzata e per giunta, solo dei mercati rionali, e non dei negozi al dettaglio che vendono i medesimi prodotti contenuti nell’allegato 23, risulta l’ennesima beffa che potrebbe portare molti dei gestori a dover chiudere definitivamente l’attività. Per questa ragione i proprietari dei banchi non alimentari che vendono i prodotti merceologici contenuti nel suddetto elenco, chiedono di avere pari diritti dei colleghi commercianti al dettaglio.

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