Con un convegno alla Camera di Commercio, il ministro Adolfo Urso ha inaugurato a Messina la terza Casa del Made in Italy in Sicilia, uno spazio pensato per offrire assistenza alle imprese locali e sostenere la crescita del tessuto produttivo attraverso informazione, ascolto e supporto operativo.
“Ogni territorio ha le proprie peculiarità, ma ovunque emerge un tessuto imprenditoriale vitale che continua a crescere, colmando storici divari”, ha dichiarato Urso, sottolineando come anche il Mezzogiorno stia mostrando segnali positivi, grazie a un PIL in aumento e a una produzione in ripresa.
Durante l’evento, il ministro ha ricordato i 400 milioni di euro stanziati per le imprese siciliane, evidenziando come le Case del Made in Italy siano strumenti per aiutare le PMI ad affrontare le sfide dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e della transizione green, affiancandosi agli Ispettorati territoriali già attivi per ampliare i servizi alle imprese.
A Taormina, intervenendo al talk Thinkingreen dei Nations Award, Urso ha spostato l’attenzione sul continente africano, definendolo “il continente del futuro”, con una popolazione giovane e dinamica che può trarre vantaggio dalle tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale. “Lo sviluppo dell’Europa passa attraverso il Mediterraneo e l’Africa”, ha affermato, evidenziando come il Piano Mattei punti a fare dell’Italia e di Roma un hub strategico per la collaborazione con le start-up africane, con l’obiettivo di far crescere 500.000 nuove imprese nei prossimi tre anni.
Urso ha infine ricordato l’apertura a Roma dell’AI Hub per lo Sviluppo Sostenibile, realizzato con l’UNDP e partner africani, per favorire un’alleanza tra innovazione, crescita e co-sviluppo tra Europa e Africa. In un contesto globale che chiede risposte rapide e concrete, l’Italia prova a riscrivere la propria centralità partendo dai territori, con uno sguardo che si spinge oltre i confini del Mediterraneo. Le Case del Made in Italy e le partnership con l’Africa non sono solo strumenti di politica economica, ma investimenti strategici sul futuro di un Paese che vuole continuare a crescere, senza lasciare indietro nessuno.




