costume e società

IN SENATO PRESENTATO UN CORTO PER DIRE NO AL FUMO

Di Redazione. Questa mattina in Senato è stato presentato il  “cortometraggio” ‘Dentro di noi’, realizzato dal liceo statale Alvise Cornaro di Padova, nell’ambito del Progetto “Cinefumando”.

Alla presentazione hanno partecipato Fortunata Marchese, responsabile e ideatrice del progetto “Cinefumando”; Massimo Vezzaro, già dirigente scolastico del Liceo Statale Alvise Cornaro di Padova ; Silvia Desideri, docente e coordinatrice scolastica del cortometraggio; Angelo Paolo Dei Tos Professore ordinario e direttore di Anatomia Patologica all’Università di Padova ; Fiorella Calabrese (Presidente dell’Associazione italiana ricerca patologie polmonari e professore ordinario di Patologia all’Università di Padova); Barbara Ammanati, sceneggiatrice e, soprattutto agli studenti che sono i protagonisti di questo “corto” e in modo particolare un saluto a Lisa Romanato e Federico Valerio che sono gli studenti “attori” protagonisti del “corto”.”Il 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco – ha ricordato il Senatore Questore Antonio De Poli – secondo l’Oms Organizzazione mondiale della sanità, se non ci saranno politiche di contrasto al fumo, entro il 2030 moriranno ogni anno in tutto il mondo 8 milioni di fumatori.Questi numeri, da soli, basterebbero per farci capire quanto sia importante la lotta al tabagismo e al fumo.Tuttavia, purtroppo, questi numeri – seppur drammatici – da soli, non bastano. Ecco perché stamane siamo qui, in questo contesto – il Senato – per parlare di un’iniziativa lodevole che dovrebbe essere presa ad esempio da parte di ciascuno di noi”

Si tratta di un “corto” realizzato nell’ambito del progetto Cinefumando che è un progetto didattico che ha l’obiettivo appunto di sensibilizzare i nostri ragazzi al tema della lotta al fumo e alla prevenzione del cancro ai polmoni.

Tra l’altro, i dati, oggi, purtroppo, ci dicono che c’è una ripresa del fumo soprattutto tra i più giovani. Quindi, capite bene, quanto sarebbe importante una campagna di sensibilizzazione e comunicazione indirizzata al target dei teenagers.

Oggi, un ragazzo su cinque tra i 13 e i 15 anni fuma regolarmente le sigarette tradizionali, secondo l’Istituto superiore di Sanità. A sorpresa, secondo questi numeri, fumano di più le donne rispetto agli uomini. Le ragazze fumano nel 24% dei casi contro il 16% dei ragazzi adolescenti.

E ancora un altro dato estremamente importante: la fascia d’età tra i 10 e 14 anni è quella in cui i ragazzi iniziano a sperimentare, a “provare” la sigaretta. Tra i 15 e 20 anni, l’81% dei ragazzi inizia a fare uso delle sigarette.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’85 % dei tumori ai polmoni è dovuto al fumo. Quella della lotta contro il fumo e il tabagismo non si può più rinviare.

Come sapete, la legge Sirchia del 2005 ha rappresentato una svolta a livello legislativo con il divieto nei locali pubblici. Nel 2013 un’altra legge – la n. 104/2013 – ha previsto il divieto di fumo a scuola ma non solo nei locali chiusi ma anche nelle aree antistanti degli istituti scolastici. Due passi in avanti importanti ma che, da soli, non bastano.

Un occasione dunque per accendere i riflettori su questa iniziativa ma soprattutto per sollecitare il Parlamento e il Governo a considerare con la giusta attenzione questo tema.

Servono campagne di informazione e comunicazione capillari, anche attraverso i nuovi linguaggi dei social, sull’importanza della lotta al fumo.

Sarebbe opportuno, a mio avviso, – unitamente a progetti finanziati a livello nazionale per promuovere campagne contro il tabacco – prevedere, oltre al divieto di fumo, anche quello di vendita di sigarette anche nelle zone vicini alle scuole o a luoghi frequentati da minorenni (parchi giochi, etc).

Secondo gli esperti, occorre un’azione a più ampio respiro.

Le vere politiche durature sono quelle che coinvolgono tutti gli attori istituzionali. Sulla base dei dati a disposizione possiamo dire che per riuscire ad ottenere una diminuzione davvero importante dei fumatori, nei prossimi anni dobbiamo investire molto in prevenzione sulla fascia di età che va dai 15 a i 20 anni, la più a rischio.

Il 60% dei ragazzi inizia a fumare perché “lo fanno gli amici”.

Ecco perché diventa importante la peer education, ovvero l’educazione tra pari.

Si è visto che l’intervento dell’esperto adulto non è assolutamente efficace, anzi in alcuni è stato dimostrato che può essere anche dannoso.

Servono campagne di promozione di stili di vita sani, veicolate attraverso i pari o magari attraverso personaggi “influencer” che possono diventare, nell’ambito di progetti ben definiti, promotori di corretti stili di vita a beneficio delle nuove generazioni.

In modo da favorire lo sviluppo e la crescita di una generazione, finalmente, “libera dal fumo”.

Sarebbe una grande conquista, di civiltà, a tutela della salute della collettività.

Il progetto “Cinefumando” – grazie al liceo Cornaro – nel suo piccolo va in questa direzione.

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