sabato, Ottobre 10, 2026
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SETTORE VITIVINICOLO STIMATE PERDITE TRA 60 E 70 %

Di redazione. Chiusure di bar, ristoranti e alberghi che si sommano ai ritardi e alle disdette di ordini oltre confine: sono settimane dure per il comparto vitivinicolo piemontese, che dall’ inizio dell’ emergenza Coronavirus ha visto bloccarsi il commercio di vino a causa delle limitazioni imposte per il contenimento del contagio, con il numero in continua crescita di bottiglie rimaste ferme in cantina. A lanciare l’allarme la Coldiretti del Piemonte. “Come vari comparti della nostra agricoltura, non mancano i primi segnali di speculazioni sul vitivinicolo – sottolinea Marco Reggio presidente di Coldiretti Asti con delega regionale al settore vitivinicolo – con prezzi e consumi in aumento, soprattutto nella grande distribuzione in questo momento delicato in cui a soffrire maggiormente sono i produttori che attuano la vendita diretta e quelli che lavorano in larga parte con i paesi stranieri. “Dalle prime stime – prosegue – le perdite vanno dal 60 al 70% per il comparto Made in Piemonte. Siamo tra le maggiori regioni vitivinicole, le cui produzioni sono apprezzate oltre i confini nazionali proprio per l’elevata qualità. Il vino piemontese, che vanta 42 Doc e 17 Docg, è cresciuto proprio scommettendo sulla sua identità e questo ha permesso di conquistare sempre più anche i palati stranieri”. “Per prevenire il collasso del settore, oltre al piano salva vigneti, sono necessarie specifiche agevolazioni fiscali e previdenziali da applicare a tutte le imprese agricole operanti nel settore vitivinicolo, senza le limitazioni previste dal decreto ‘Cura Italia’ – spiegano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale – una necessità che va sostenuta anche garantendo liquidità alle imprese, con interventi emergenziali a livello nazionale e comunitario, senza appesantimenti burocratici” “Oltre a queste manovre per spingere il vino piemontese di qualità è fondamentale ricostruire un clima di fiducia nei confronti del marchio Made in Italy nel mondo, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta sul piano qualitativo a livello comunitario ed internazionale”, concludono. Adnkronos

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