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ROBERT GALLO: CORONAVIRUS TERMOLABILE

Di Piero Orteca. Robert Gallo, il biologo e accademico statunitense, noto soprattutto per aver scoperto nel 1983 il virus HIV insieme a Luc Montagnier e a Françoise Barré-Sinoussi, sul Coronavirus«Covid-19 è particolarmente contagioso tra i 6 e gli 11 gradi e con una umidità compresa tra il 50 e l’80 per cento. Uccide stimolando la liberazione di Interleuchina 6».

Una volta c’era la “Teoria dei climi” di Montesquieu, che cercava di spiegare l’evoluzione dei sistemi sociali e politici. Oggi la dottrina potrebbe applicarsi all’attuale pericolo Coronavirus di importazione cinese, per gli scienziati, Covid-19. Un microrganismo che sta mettendo in ginocchio l’Italia e che sembra averci fatto piombare nel Medioevo dei secoli bui, quando la peste bubbonica dilagava a macchia  d’olio. E allora cerchiamo di saperne di più, magari sperando di ottenere qualche risposta che ci dia una forma di incoraggiamento capace di farci stringere i denti e di farci andare avanti.

Società italiana di virologia

Il professore Arnaldo Caruso dell’Università di Brescia, Presidente della Società Italiana di Virologia che collabora da tempo con Roberto Gallo. Certo, Caruso ha un difetto: ha parlato chiaro sin  dall’inizio facendo storcere spesso il naso alla politica, a qualche suo collega ottimista a qualsiasi costo, e anche a diversi giornalisti che hanno interpretato tutta questa drammatica vicenda con grande superficialità.

Robert Gallo ai tempo della scoperta del virus HIV che provoca l’Aids

La teoria di Robert Gallo

«Gallo ha una teoria che, a prima vista, può sembrare curiosa, ma che è frutto di un’attenta analisi epidemiologica. Lui ritiene che il Covid-19 sia un virus abbastanza termolabile, suscettibile alle variazioni di temperatura e non particolarmente resistente al caldo. Gallo è convinto che il virus trovi le migliori condizioni ambientali per il contagio e la sopravvivenza in un arco termico compreso tra i 6 e gli 11 gradi centigradi. Con un tasso di umidità che va tra il 50 e l’80 per cento».

Allora l’arrivo della stagione calda dovrebbe darci una bella mano?
«Speriamo di si, perché raramente il prof. Gallo sbaglia le sue previsioni».

Perché in Italia il virus ha prodotto tanti contagi?
«Probabilmente all’inizio è stato preso un po’ sottogamba. Anche nella comunità degli scienziati abbiamo avuto diversi, chiamiamoli così, scontri dialettici. Qualcuno voleva da subito una linea dura, mentre altri erano più accomodanti. Se le misure prese ora fossero state decise un mese fa adesso racconteremmo un’altra storia».

Perché in Italia il virus uccide tanto?
«Abbiamo una popolazione mediamente più anziana della Cina e un sistema sanitario pubblico che è abbastanza efficiente. Per cui l’età media di sopravvivenza si alza consentendo a persone che hanno patologie multiple di sopravvivere. Purtroppo, però, questo tipo di coronavirus spesso rompe equilibri sistemici precari e finisce per uccidere i più deboli».

Clinicamente cosa succede?
«Nei più anziani il sistema immunitario reagisce in maniera squilibrata. Questo provoca una forte reazione infiammatoria a livello polmonare con liberazione di una sostanza particolarmente micidiale: l’interleukina 6 ».

La paura di tutti è che col dilagare del contagio i posti di terapia intensiva e sub-intensiva disponibili possono non bastare.
«E’ esattamente questo lo scenario che preoccupa di più. Siccome in tempi brevi l’aumento dei posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva non potrà essere consistente, bisogna concentrarsi sull’utilizzo di farmaci che possano, per così dire, bloccare la malattia cronicizzandola senza arrivare alla terapia intensiva»

Lotta senza quartiere all’Interleuchina 6?
«Esatto. Esiste già un farmaco sperimentato in Cina e a Napoli contro l’artrite reumatoide, che potrebbe dare buoni risultati. Ma è ancora troppo presto per esprimere giudizi».

Professore, in questa fase che consiglia di fare?
«E’ inutile prenderci in giro, occorre essere duri. Forse ancora più duri di quello che finora si è stati. Il contagio sta accelerando e se non si ficca nella testa della gente che questa emergenza può fare immensamente più danni di quanti finora ne abbia fatti, allora sarà una battaglia persa».(Remocontro)

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