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La notte di mezzagosto tra i candidati della 49° edizione del premio internazionale “isola d’Elba.

Di Katia La Rosa La notte di mezzagosto” di Vincenzo Galluzzo, è tra i candidati alla 49° edizione del premio internazionale di letteratura “isola d’Elba”. Un prestigioso riconoscimento, che vanta tra i vincitori illustri personaggi: i Premi Nobel Heinrich Böll ed Eugenio Montale. Galluzzo, scrittore e autore Rai dei noti programmi televisivi: Unomattina, La vita in diretta, Cominciamo bene, Verdetto finale, ha composto  con l’anima della sua intelligenza emotiva, il secondo romanzo, ispirato alla sua terra d’origine: la Sicilia. Nato a Porto Enpedocle, ha già pubblicato con successo di critica, “Malaluna”, un romanzo in cui emerge il viscerale amore per la sua Isola. “La notte di mezzagosto edito  da A&B editore, possiede una rete magica di rifrazioni: cade nel fondale oscuro delle cose. Tutto ciò che leggiamo sembra antico ma non semplicemente effetto di una narrazione, giacché, piuttosto, pare sul punto di accadere nell’attimo stesso della lettura, davanti agli occhi storditi del lettore. I questo libro, l’autore,  parla di nuovo della perfezione della Sicilia. Di lei, l’isola abbagliante, della pazzia di una terra isola, perché divina, ma da sempre terra senza confini, giacché isola di mostri e chimere. Così come tali sono i meravigliosi personaggi di questa storia. Specie Federico e Angelica, assieme al catarro, alla cattiveria sontuosa di Santamaria: ciascuno di loro preso dal proprio segreto, ciascuno spossato e insuperbito dalla propria verità. Vincenzo Galluzzo, con una maestria da grande narratore, chiude tutto questo in un tempo romanzesco che è insieme epico e macabro oppure improvvisamente lirico, a tratti poliziesco, così come sottilmente prossimo a un’inedita confessione biografica. E il risultato è avvincente: alla fine anche l’acqua del mare e della pioggia si fanno azzurre come il cielo; ma l’identità non consola, anzi ci fa spavento, fino ad insinuarci nella mente una possibile straordinaria lucidità – l’idea che la nostra stessa esistenza sia un processo aberrante di perdita e di nuda sparizione. Ma qui è il punto dell’assurdo: quel perdersi non vuol dire morire, quanto vivere. E della vita parla Vincenzo Galluzzo, con la certezza di un editto: dai labirinti si esce solo entrando in nuovi labirinti”. Cosi scrive di lui il grande critico letterario Arnaldo Colasanti.

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