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COVID -19 LANCIATA LA CAMPAGNA #ITALIAINUNABBRACCIO

Di Erika Venditti. L’emergenza Coronavirus ha annullato la ritualità dell’ultimo “saluto” e riscritto le regole del lutto. Si muore soli e senza una cerimonia funebre.  Il tempo è scandito solo dalla conta delle vittime. In un’Italia straziata dal dolore, è stata lanciata l’iniziativa #l’italiainunabbraccio”. Per ricordare storie e vite, che non si ha più il tempo di raccontare. E soprattutto per dare voce alla sofferenza di tutti quei familiari, che non hanno potuto assistere e stringere a sé i propri cari, deceduti per qualunque tipo di patologia. Uno spazio gratuito, in cui saranno pubblicati i messaggi, che affidano alla rete, l’ultimo estremo saluto, in un abbraccio virtuale. Promotrice dell’iniziativa la giornalista Katia La Rosa, che ha progettato anche la campagna grafica curata dal design Adriano Grossi. I pensieri, le lettere, potranno essere indirizzate a“inmemoria@corrieredelmadeinitaly.it“ e saranno pubblicati sulla testata on line www.corrieredelmadeinitaly.it.   “L’idea è nata semplicemente dal dolore. L’iniziativa la dedico a mio padre, Nino, vittima di un incidente stradale. So bene cosa significa, non essere accanto alla persona cara, per dirgli, un’ultima volta, “ti voglio bene”.  Oggi – ha spiegato la giornalista La Rosa – desidero semplicemente stringermi al dolore di tutti gli italiani, che hanno perso un familiare. Questo dramma, ci segnerà. Lo ricorderemo tutti, soprattutto per la spietata modalità con cui ha strappato a questa terra uomini e donne di qualunque età. Soli, impauriti e dopo la morte seppelliti in fretta. Sarà questo il racconto riportato nei libri di storia, per descrivere lo sterminio dell’invisibile killer, Covid – 19. E poi, si scriverà ancora, come il dolore e il “senso di famiglia” si siano digitalizzati e la video chiamata sia stata quell’ultimo inafferrabile abbraccio. Questa e’ la storia di un massacro, anche emotivo, che non si è consumato sui campi di battaglia, ma in un letto di terapia intensiva.  Nel silenzio di un’atmosfera spettrale, si sente solo una parola: “non lasciateci soli”. Un suono sottile e tagliente come una lama, che sta lacerando l’anima di un popolo. Oggi, i pazienti “Covid 19”, con la paura negli occhi, ci lasciano con lo straziante desiderio di sfiorare per l’ultima volta quell’umanità negata. Nessuno era pronto.  La vita degli italiani è cambiata. Cosa consegneremo alla storia? Il dolore di un abbraccio mai dato”.

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